Benvenuti!

Benvenuti nel sito che offre a tutti i turisti, anche quelli con disabilità, che visitano la Reggia e il suo parco una serie di servizi, tali da rendere più agevole e gradevole la fruizione del monumento. Con questa iniziativa ci prefiggiamo di garantire al turista, soprattutto a quello disabile, il pieno diritto al godimento di un bene pubblico, così da realizzare concretamente quei principi ispirati al Welfare dell’agio. Ci ispiriamo, quindi, a principi di non discriminazione e di rispetto della dignità dell’individuo.

VEDI TUTTE LE NEWS DI TURISMOACASERTA.IT

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA PER IL PERIODO NATALIZIO

golf car 1

Si informano i turisti che per usufruire dei nostri servizi di accoglienza accessibile, durante il periodo natalizio 23 dicembre 2014 – 6 gennaio 2015, è necessaria la prenotazione.

Ci sono 2 modi per effettuare la prenotazione:

1) scaricare i moduli dal sito e inviarli tramite e mail all’indirizzo info@turismoacaserta.it

2) chiamare al numero 0823 550026.

Grazie per la collaborazione.

 

Il Progetto S.I.T. In. presenta la “Reggia in miniatura”: modello della facciata esterna di Palazzo Reale di Caserta

Nella foto: la copertina dell'opuscolo contenente la scheda dell'opera e del suo autore Il giorno 5 dicembre 2014, alle ore 17.00, presso la “Sala degli Specchi” alla Reggia di Caserta, c’è stato un convegno sulla comunicazione, organizzato dal commissario straordinario dell’EPT di Caserta, dott.ssa Lucia Ranucci, presentato dal giornalista Dante Stefano del Vecchio, al quale hanno partecipato il sindaco Pio del Gaudio, il presidente della Provincia, Domenico Zinzi e tutti i soggetti pubblici e privati delle istituzioni e associazioni del territorio.

Noi operatori volontari del Progetto S.I.T. In., con l’aiuto del presidente, Vitaliano Ferrajolo, durante il convegno, abbiamo presentato, dopo innumerevoli ricerche e sforzi, il “modello raffigurante la facciata di Palazzo Reale verso Napoli” realizzato dal casertano Vincenzo Di Benedetto nel 1935.

Nella foto da sinistra: dott. Ferdinando Creta, dott. Alessandro Accardo, dott.ssa Valentina Musella e le operatrici del Progetto S.I.T. In., Fiorella Rossi e Maria Francesca de Francesco

Nella foto da sinistra: dott. Ferdinando Creta, dott. Alessandro Accardo, dott.ssa Valentina Musella e le operatrici del Progetto S.I.T. In., Fiorella Rossi e Maria Francesca de Francesco

Il plastico, dopo essere stato ritrovato in uno dei depositi della Reggia è stato consegnato al laboratorio di restauro per un primo intervento. Le evidenti problematiche di conservazione, la scarsa manutenzione hanno fatto si che negli anni il suddetto modellino perdesse alcune parti, mentre altre presentano attacchi di tarli.

Ad ogni modo, attraverso l’esposizione di questo plastico prodotto con materiali poveri quali cartapesta, cartone, legno ed elementi metallici, è possibile creare un percorso di “previsita” da destinare a tutti i turisti in visita al monumento borbonico, in particolare agli studenti delle scuole primarie e secondarie, che così potranno capire tutti gli elementi architettonici presenti nella facciata esterna del Palazzo, aspetto che non si coglie nella visione d’insieme.

Nella foto da sinistra: dott.ssa Lucia Ranucci, commissario straordinario dell'EPT di Caserta, il giornalista Dante Stefano del Vecchio, il dott. Ferdinando Creta, dott.ssa Valentina Musella e il dott. Alessandro Accardo

Nella foto da sinistra: dott.ssa Lucia Ranucci, commissario straordinario dell’EPT di Caserta, il giornalista Dante Stefano del Vecchio, il dott. Ferdinando Creta, dott.ssa Valentina Musella e il dott. Alessandro Accardo

Altra opportunità che ci offre il plastico, realizzato in scala 1:200 è la possibilità di una riproduzione in 3D in materiale tiflotecnico in modo da poter fungere da ausilio per i non vedenti.

Nelle foto da sinistra: l'etichetta col nome dell'autore del plastico, il particolare del "cannocchiale" e l'intero modello

Nelle foto da sinistra: l’etichetta col nome dell’autore del plastico, il particolare del “cannocchiale” e l’intero modello

Per portare a termine l’iniziativa, abbiamo bisogno di enti pubblici o privati che si facciano carico della spesa sia per la teca (finora inesistente), in modo da poter esporre il modello in tutta sicurezza, adeguandoci alle normative sulla tutela e conservazione dei beni culturali, sia la sua riproduzione in 3D da destinare ai visitatori non vedenti.

Il nostro ulteriore scopo è quello di portare a termine il progetto, continuando le ricerche riguardo la scheda dell’opera e del suo autore.

Progetto S.I.T. In.

“Red shoes” di Bertolucci: un corto – denuncia sulle strade inaccessibili di Roma.

Nella foto: un fermo immagine del corto "Red shoes" di Bertolucci

Nella foto: un fermo immagine del corto “Red shoes” di Bertolucci

Abbiamo pensato di condividere con gli amici del Progetto SIT In il cortometraggio girato in prima persona da Bertolucci che mette in evidenza le difficoltà che ogni giorno un disabile in carrozzina deve affrontare per qualsiasi tipologia di spostamento per le vie della “città eterna”.

Ieri, domenica, durante il programma televisivo “Quelli che … il calcio” è stata provata la stessa situazione rappresentata da Bertolucci ma a Milano, dove una dipendente della Rai, accompagnata da una giornalista, tentava di tornare a casa, distante circa 2 chilometri, dagli studi televisivi, in carrozzina. Il percorso è durato circa 2 ore con tantissime difficoltà e diverse situazioni di pericolo.

E’ Trastevere ma potrebbe essere un quartiere qualsiasi di qualsiasi altra città italiana. Red shoes è il titolo del cortometraggio presentato lo scorso anno al Festival di Venezia. Quello che quotidianamente un disabile è costretto a subire ce lo mostra il protagonista, Bernardo Bertolucci, seduto sulla sua carrozzina, filmando in prima persona, accompagnato da rassegnazione e rabbia.

Il regista, di fama internazionale, nel 2000 fu operato per una banale ernia del disco e da lì ne conseguirono quattro operazioni alla colonna vertebrale che tutt’ora lo condizionano ad una sedia a rotelle.

Il corto denuncia le strade devastate di Roma. Sono scarpette rosse quelle che vediamo all’inizio del corto. La telecamera si concentra poi sulle ruote della carrozzina che cercano una stabilità, impedita da sampietrini sconnessi, buche, tombini e rifiuti lasciati per strada. Infine, il rumore della carrozzina, viene coperto dalla morbida voce di Charles Trenet: “Je chante, je chante…”.

Intendiamo unirci all’appello di Bertolucci perchè si può cambiare, si può migliore. Qualcosa possiamo fare noi cittadini, qualcosa possono fare le istituzioni.

Nei prossimi giorni, useremo la nostra carrozzina manuale per provare la condizione di un disabile che deve muoversi autonomamente all’interno della Reggia, in modo da poter evidenziare le effettive problematiche che poi andremo a sottoporre a chi di competenza.

Qui sotto troverete i link della trasmissione di ieri “Quelli che… il calcio”:

Quelli che.. il calcio parte I

Quelli che.. il calcio parte II