L’800 casertano

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ITINERARI ACCESSIBILI – L’800 CASERTANO
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L’ottocento casertano
- I Giardini della Flora
- Il Sacrario dell’Aeronautica
- Piazza Dante
- Via Mazzini
- Cattedrale di S. Michele Arcangelo
- Il Corso Trieste
LEGENDA SIMBOLI
sedia Informazione sull’accessibilità per persone su sedia a ruote
audio Informazione sull’accessibilità per persone non vedenti o ipovedenti.
lis Informazione sull’accessibilità per persone non udenti o ipoacusiche.

L’assenza di uno dei simboli sta a significare che non sono previste informazioni per quel tipo di disabilità.

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Ingresso della Flora
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Sacrario
corso
La Reggia vista dal Corso
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Piazza Dante

I Giardini della Flora
HandicapI giardini sono chiusi per restauro e sono visibili solo dall’esterno.


Il Sacrario dell’Aeronautica

HandicapIl Sacrario è chiuso e non sarebbe stato accessibile per la presenza di marciapiede e gradini all’ingresso.

Piazza Dante
HandicapLa piazza è accessibile.


Via Mazzini

HandicapLa via presenta basolame ma è agevolmente percorribile.


Cattedrale di S. Michele Arcangelo

HandicapLa Cattedrale è accessibile mediante rampa laterale.


Corso Trieste

HandicapIl Corso è accessibile

 

1. GIARDINI DELLA FLORA
In Piazza Gramsci troviamo la statua dell’Agricoltura, simbolo della Terra di Lavoro, di cui Caserta è capoluogo, che è posta all’ingresso dei Giardini della Flora. I Giardini furono realizzati nel 1837 su progetto dell’architetto Gaetano De Lillo, che lavorò con il botanico Giovanni Gussone. Oggi fervono i lavori di restauro di questi giardini che presentavano piante di agrumi, di bosco, di fiori e di ornamento.
2. IL SACRARIO DELL’AERONAUTICA
La Cappella del Carmine o Cappella dell’Assunta, posta accanto ai Giardini della Flora, è conosciuta come Sacrario dell’Aeronautica. La Cappella, detta La Rotonda per la sua pianta circolare, fu realizzata, all’inizio del 1800, su disegno di Carlo Vanvitelli. Per l’incessante sviluppo di Caserta verso sua intorno la fine dell’800 fu necessario provvederla di una nuova parrocchia. Essa fu ubicata su via Napoli, strada signorile e di sviluppo edilizio borghese, nei pressi della antica cappella di S. Maria di Loreto, esistente dal secolo XVII, sul cui sito, oggi dopo la distruzione bellica, sorge il Santuario di Sant’Anna ed il vicino Ospedale. Essendo la parrocchia però ancora sprovvista di chiesa, si dispose che avesse sede presso la cappella di S. Maria Assunta, all’epoca nota come cappella di S. Filomena, oggi Sacrario dei Caduti dell’Aeronautica.
Imboccando il Corso Trieste subito si incontra, sulla sinistra, il palazzo dove il Vanvitelli visse e morì con una lapide che ricorda l’evento.

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Piazza Dante
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Corso Trieste
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Corso Trieste
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Corso Trieste

3. PIAZZA DANTE
Proseguendo incontriamo Piazza Dante, piccolo salotto della città nei cui edifici a pianta arcuata risiedono i due circoli più antichi di Caserta: il Circolo Nazionale e il Circolo Sociale. Di quest’ultimo furono soci il figlio di Cesare Battisti e Armando Diaz, che divenne il Maresciallo d’Italia e il Duca della Vittoria, entrambi ufficiali della X Artiglieria di stanza a Caserta. Quattro lapidi riportano uomini ed eventi degni di essere ricordati ai posteri.
4. VIA MAZZINI
Una volta via principale della città con Teatro, il Municipio e la Pretura, oggi è rimasto solo il teatro e una lapide sull’ex Pretura che ricorda un annuncio di Garibaldi dopo la vittoriosa battaglia del Volturno. Percorrendo via Mazzini, è possibile ammirare il Teatro Cimarosa o Teatro Comunale. Come è noto, Carlo di Borbone ebbe l’idea di costruire una magnifica reggia affiancata da una città pianificata, da destinare a nuova capitale del regno. E, puntualmente, Vanvitelli realizzò progetti per l’una e per l’altra. Ma se del palazzo reale gran parte dell’idea progettuale è oggi visibile perché attuata, della città nuova (da affiancarsi al borgo di Torre, nucleo della Caserta medievale e rinascimentale nel piano) nulla fu realizzato. E insieme alla città fummo privati di un grande teatro barocco pubblico. Ciò anche perché, su ordine del re, Vanvitelli realizzò (modificando i disegni originari e quelli della prima edizione a stampa del 1756) il Teatro “Domestico” di Corte nel palazzo. Vanvitelli aveva previsto il teatro pubblico dove oggi è il distretto militare (viale Douhet) e disegnato come un grande edificio rettangolare. Solo nell’Ottocento si decise di realizzare un teatro pubblico, nel luogo attuale. La scelta del sito non fu delle più felici per le dimensioni ridotte e la forma del terreno disponibile, non altrimenti ampliabile anche perché limitato da un lato dal Municipio. La sala casertana fu la prima di quelle campane direttamente ispirate ad alcune soluzioni adottate da Antonio Niccolini nel 1816 per la ricostruzione del San Carlo di Napoli. In particolare, dal teatro napoletano il teatro comunale mutuò le decorazioni del palco reale e la cassa armonica ricavata al di sotto dell’orchestra. Non fu seguita invece l’esperienza del Niccolini nella scelta di una pianta ellittica (evidente nella pianta di Caserta del 1857, a cura del Reale Officio Topografico), nei tre ordini di dieci e nella angusta soluzione della facciata (non in asse con la sala). Progettista fu Gaetano De Lillo (membro di una famiglia di architetti impegnati in altre opere casertane) che iniziò i lavori nel 1825. Dopo la sospensione nel ’27 e l’intervento dell’architetto Filippo Giuliani, l’inaugurazione avvenne nel 1830: L’intitolazione fu alla regina Isabella di Borbone-Spagna, seconda moglie di Francesco I e finanziatrice del completamento dell’opera. Il re donò 4 colonne e un “passo” di terra per ampliare il palcoscenico. Dopo l’Unità il teatro fu intitolato a Cimarosa. Nell’aprile del 1895 vide il debutto nella lirica di repertorio di Enrico Caruso (Cavalleria Rusticana e Faust). La facciata con quattro colonne (distrutta dall’ultimo restauro) fu rifatta alla fine dell’Ottocento, Il teatro non dovette essere di grande soddisfazione se nel piano regolatore del 1920 (stilato da Vincenzo Memma) si previde (ma non se ne fece nulla) un grande teatro nell’isolato delimitato tra le via S. Giovanni, S. Agostino, Iolanda Margherita (attuale Mazzini), Redentore. Chiuso per lavori nel 1986, è stato riaperto nel 2002, completamente ammodernato nei servizi, nella facciata e nei decori.

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Cattedrale
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Via del Redentore
piazza
Corso Trieste
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Via De Dominicis

5. CATTEDRALE DI S. MICHELE ARCANGELO
Percorrendo Via Redentore raggiungiamo Piazza Duomo dominata dalla Cattedrale dedicata a S. Michele Arcangelo. La cattedrale di Caserta sorge su una precedente chiesa dedicata all’Annunziata, facente parte del Convento del Carmine, di cui è rimasto solo il campanile. Il progetto, nonché la direzione dei lavori, furono affidati a Giovanni Patturelli, poi modificati dall’architetto Pietro Bianchi, che ne allargò la navata centrale. La Cattedrale, la cui prima pietra fu posta nel 1822, fu ultimata negli arredi nel 1837 dall’architetto Pietro Valente. La chiesa ha una pianta a croce latina a tre navate, preceduta da un pronao. La facciata presenta due ordini, con pilastri ionici al primo e corinzi al secondo e alla sommità un timpano. Nell’interno le navate sono divise da colonne ioniche realizzate in mattoni, ricoperte da intonaco e decorate in finto marmo. Le navate laterali e l’atrio d’ingresso sono coperti con volte “ a gaveta”. Quella centrale presenta un soffitto piano a lacunari in gesso, fissato alle capriate lignee di copertura. Il transetto è coperto con volte a botte. L’abside presenta un catino decorato a lacunari e il presbiterio è sopraelevato. Delle due cappelle adiacenti al presbiterio, che costituiscono il fondale delle navate laterali, una è dedicata al Sacramento e l’altra all’Addolorata. Sulla sinistra della Cattedrale c’è l’antica cappella di S. Giovanni Battista con altare in marmi di Carrara e di Dragoni su disegno di Francesco Collecini.
6. CORSO TRIESTE
Percorrendo Via S. Giovanni, ci immettiamo sul Corso (lungo circa 1110 mt e largo 18 mt) che divenne la strada più rappresentativa della città nella seconda metà del 1800. Esso fu costruito sul lato orientale della Reggia e in prosecuzione della strada borbonica che conduce a Santa Maria Capua Vetere, quando Caserta si andò sviluppando in senso longitudinale. Il Corso fu intitolato, prima, a Ferdinando II, che lo aveva fatto realizzare; poi, fu chiamato Corso Nazionale; poi, Corso Campano; poi, Corso Umberto I; infine, Corso Trieste. Il Corso è interrotto da due Piazze: la Piazzetta Ellittica del Trivio, detta, poi, Piazza Margherita e, infine, Piazza Dante; Piazza IV Novembre, dove si erge il Monumento ai Caduti.